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Luisa
Zumelli, al vertice del Gruppo 1 del Campionato europeo
rallystorici, ci racconta da dentro I'abitacolo la prova
finlandese della serie continentale. Una gara emozionante,
difficile, a tratti mozzafiato, ma estremamente divertente.
di Luisa Zumelli fotografie Favero
Con
Paola Valmassoi ci siamo iscritte al Campionato Europeo
Rallystorici pensando che il costo sarebbe stato da stimolo per
partecipare alle gare. Un po' come quando si fa l'abbonamento
annuale al teatro. Spesso si è portati a pensare: lo userò frequentemente, visto che costa tanto. Abbiamo saltato la Grecia,
ma non la Finlandia. Lì c'eravamo, anche se la decisione è stata
presa come al solito in ritardo. E infatti, non c'era più posto
sulla bisarca della Bassano Rally e non c'era più posto neppure
negli alberghi. Ma per fortuna avevamo ancora tempo, ben venti
minuti, per iscriverci.
Ci
mancava solo la valigia
Iniziamo
un lavoro febbrile di ricerca, passando anche per l'ostello della
gioventù. Finiamo per ritrovarci insieme agli altri. Dunque tutto
bene? Mica tanto. In aeroporto perdono la mia valigia, ma
talmente era grande la fifa che una disgrazia del genere potesse
accadere che tuta, caschi, guanti e altro ce li eravamo portati
come bagaglio a mano. E quando al check in ci hanno detto che non
andava bene, io e Paola non abbiamo fatto una piega e i caschi ce
li siamo messi in testa. Risultato: gli addetti all'accettazione
hanno deciso di lasciar perdere, probabilmente perché nessuno
voleva discutere con due dementi. Passiamo, ci imbarchiamo e
arriviamo in Finlandia.
Piccola
città, molto sportiva
Lahti
è una città che conta oltre 98 abitanti, situata nella regione del
Päijät-Häme, sulle rive del lago Vesijärvi. Ha acquisito lo status
di città nel 1905. Prima ha fatto parte della città di Hollola. Gran
parte della città, che come simbolo adotta una ruota di
treno in fiamme, considerata la sua importanza di snodo
ferroviario, è situata su una serie di ondulazioni create dall'ultima
glaciazione. Questo centro, dove si svolgono gare di coppa del
mondo di salto con gli sci e di combinata nordica, è uno del principali centri finlandesi per gli sport invernali. Non
è un
caso se ha ospitato sei edizioni, 1926, 1938, 1958, 1978, 1989,
2001, dei Campionati del mondo di sci nordico. Tra l'altro è la città
di Jari Litmanen, uno dei più importanti giocatori di calcio
di tutti i tempi.
E
come si fa a provare?
A Lahti
non è facile provare perché ci sono apparecchi di rilevamento velocità
dappertutto. Anche per la coda al self service. E poi,
mentre provi, devi tornare a pagare l'assicurazione locale, devi
tornare per i documenti, devi tornare per le verifiche e poi torni
a provare. Ma è tardi. E allora torni in albergo. In aeroporto
dopo averci perso la valigia ci perdono anche l'assistenza e
quindi ci facciamo un bel "pieno a tappo" e si parte.
L'autista che mi ha portato la macchina da gara viene
continuamente "riprofessionalizzato": meccanico,
benzinaio, body guard e casalinga, visto che è tanto bravo anche a
fare la spesa.
Si parte: Zumelli contro Parisi
Poi si
arriva rapidamente al giorno della gara. Ed è lotta
"amici-nemici" alla Rododendri: Parisi contro Zumelli.
Parisi perde 2' sulla prima PS per l'acceleratore. Io amministro,
mentre Parisi tenta un recupero da leone. «Ebbene sì, maledetto
"Carter", hai vinto anche questa PS, mi fai morire»,
esclamo. E Parisi risponde: «Devi morire... Ogni singola curva».
E io controbatto: «Allora anche tu, maledetto
"Carter"». Nel frattempo Furlan scambia la sua
macchina per Marilyn Monroe e nel tentativo di vederla da
"sotto" la "sdraia" giù da un terrapieno:
niente di grave ma perde tempo.
Flashback dal passato
Io per
non essere da meno decide che "sotto" la mia macchina è
ben più bella della sua e mi lancio in un salto finnico. Peccato
che proprio mentre "decollo" il limitatore s'incazza, la
macchina prova vergogna e nel tentativo di un atterraggio pudico
fa peggio e scodinzola da paura. Tra gli
altri, invece, le notizie sono che Bailoni apre la portiera con l'imposizione delle mani e che Polli ha tirato talmente sul prezzo
dell'assistenza locale che quelli lo prendono sempre e dappertutto ma non aprono mai il furgone. Diluvia e
il mio
vetro è cosi appannato che ho i revival di quando da piccola ci
chiudevamo in sei dentro la macchina a fumare di nascosto.
Con il fango in bocca...
Paola
smonta la "griglietta" davanti e apriamo tutti i
finestrini e va già meglio. Facciamo una prova che potrebbe essere
lei a dare il nome al rally: quella dei mille laghi. Nuotare nel
fango peggiora la visibilità, perché su questa macchina storica
niente è più storico del nostro tergicristallo e a fine PS la
Paola ghigna e mi domanda: «E' buono?». E io rispondo:
«Cosa?», mentre il fango mi cola in bocca dagli occhiali. Io e
Parisi proseguiamo la bagarre: Parisi me le dà e io cerco di
contenere, ma lo dico tanto per giustificarmi perché le prendo.
Su una prova, "Giussi" dice a Paola che ci ha rifilato
1', ma io continuo a dire
che nello specchietto a fine PS non c'era nessuno. Così quando
Parisi mi offre un biscotto (di quelli preferiti dal suo cane)
rifiuto, caso mai mi facessero effetto guaito.
Toh, chi si rivede. La valigia
A fine
tappa ricompare l'assistenza e la valigia. Durante seconda tappa
io e la Paola siamo ancora davanti. Parisi tenta tutto ma al
riordino scopriamo che avevo ragione io e che lui nello
specchietto non c'era. Quindi il distacco è troppo per essere
recuperato e i suoi biscotti fanno bene al suo cane, ma fanno male
a "Giussi". A questo punto la Paola sfoggia un
sorrisetto "assassino" e dice: «Non è necessario, ma
volendo, ci potremmo occupare di Dumas, parte dietro di noi ma è davanti di poco, servirebbe qualcuno
attaccato a internet sulla
penultima PS». Ma mio fratello non c'è... Forse la Guzzi? Io
penso che magari a Dumas non gliene frega niente dell'Europeo e
vado a intervistarlo. Lui per rassicurarmi mi risponde che: «le
gare le farò tutte, anche quelle annullate». Ha ragione la Paola
come sempre.
Finita. Ora divertiamoci...
Telefoniamo
alla Guzzi che però sta comprando la lavatrice. Molla tutto, anche
i panni puzzolenti da lavare per prova nel negozio. Vola ad
incollarsi al PC, ci da il tempo della penultima: Dumas è davanti di
un minuto. Ci dice: «Non mollate. Dovete farcela». E noi ce la
facciamo. Ne esce un "pianticino" a tre,
Zumelli-Valmassoi-Guzzi. E che fortuna: i Melli sono andati a vedere
la prova, l'unica dove non ho fatto schifezze tipo grattate da
pelle d'oca...
Magari se credono che guido sempre così continuano a darmi una
mano. La gara è finita. Nel parcheggio dell'albergo la Bassano
stappa vini e brinda. In una macchina siede un finnico
addormentato e sbronzo, con una bottiglia in mano. La tentazione
è forte: apriamo la portiera e gli riempiamo l'abitacolo con tutte
le bottiglie di prosecco vuote. Ci spiace, ma siamo troppo stanchi
per aspettare di vedere la sua faccia quando si sveglierà.
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Gara
capolavoro quella condotta dalla "nostra" instancabile
Luisa
Zumelli che, navigata da Paola Valmassoi sulla porsche 911 T,
adesso è prima nella graduatoria di campionato del Gruppo 1. Sotto,
la vettura della Zumelli impegnata in un salto. 
Sotto,
un altro passaggio della
Zumelli sulle PS del rally finlandese. 
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Europa
provincia d'Italia
Dopo il Rally delle Alpi
Orientali, la cui cronaca è in un'altra sezione di questo numero
della rivista, Luisa Zumelli si trova al comando della classifica
piloti del Gruppo 1 e Paola Valmassoi è in testa a quella dei
copiloti. Alle spalle della pilota milanese c'è Andrea Polli, Mario
Morando e Antonio Parisi. Dietro la navigatrice bellunese ci sono
Vilma Salvi, Corrado Morando e "Giussi" D'Angelo. Parla
Italiano anche il vertice della graduatoria del Gruppo 2: tra i piloti
comanda Marco Bianchini, seguito da Olivier Gillet e Villu Mattik,
mentre tra i navigatori in testa c'è Emanuele Baldaccini,
inseguito da Arvo Maslenikov ed Erik Pedersen. Ancora meglio in
Gruppo 3. Sui primi tre gradini del podio provvisorio di
campionato salgono Graziano Muccioli, Enrico Brazzoli e Roberto Bigoni.
Le prime tre piazze della classifica navigatori sono occupate da Adriano
Celli, Stefano Bailoni,
Giuseppe Girardo.
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