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La
gara sarda, all'esordio nella serie continentale, è stata promossa a pieni
voti. Affascinante la formula terra-asfalto. Sul gradino più alto
del podio la Stratos di Marco Bianchini, al terzo sigillo stagionale.
di Alessandro Bugelli
Andiamo
subito al sodo e parliamo di una scommessa vinta. Forse anche più
di una. Il Rally del Corallo 2008 era atteso al varco, lo
aspettavano in molti, soprattutto per vedere se "l'esperimento"
della formula terra-asfalto (già visto lo scorso anno) avrebbe
potuto starci e per capire se, dopo un breve apprendistato, era in
grado di reggere l'onda d'urto di un impegno oneroso come quello
della validità europea.
Emozione
sulla terra
Sul
primo argomento basta sentire il commento di Marco Bianchini, che
della gara è il vincitore, per capire l'idea di tutti gli altri:
«il vero rally è sulla terra, è stata un'emozione unica con la
Stratos!». Vero che quando si vince anche il brutto d'un colpo
diventa bello, bellissimo, ma alla frase dell'imprenditore
sammarinese si è davvero unito il coro di tutti, che ha decretato
una formula di successo.
Scelta
coraggiosa
Dopo
poche edizioni i fratelli Pes, Giulio e Rodolfo, insieme ad un
gruppo di persone fidate e capaci, spinte dall'AC Sassari, dalla Regione
Sardegna, della Provincia di Sassari, dalla Città di Alghero e da
tutti i Comuni toccati dalla gara, sono riusciti a mettere in
piedi una manifestazione che è in grado di fare il grande salto.
Coraggiosa, la scelta della doppia veste terra-asfalto che, anche
se non ha conosciuto grandi numeri in termini di partecipazioni,
ha riportato molti con la mente agli anni veri del rallysmo. Bello
il contesto della zona di Alghero come location.
Spigoli
da mussare
Concludendo,
il Rally del Corallo, novità dell'anno, inserito in un contesto
esclusivo dove ci sono gare come Sanremo, Acropoli, Alpi Orientali
e Costa Brava, ha saputo reggere l'impatto con una realtà
esigente. Di sicuro c'è da crescere, alcuni angoli sono da
smussare, certe cose sono da registrare ed equilibrare, ma l'edizione
targata 2008 ne è uscita con un'immagine solare, tant'è che si
è parlato di prove generali per un coefficiente maggiore per la validità
continentale già dall'anno prossimo, quando potrebbe essere
proposta ancora più terra, pur mantenendo la formula mista.
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Luisa
da appalusi
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e grande prestazione ha fornito Luisa Zumelli. Decima assoluta,
anche lei con una Porsche, si è meritata un premio prezioso in...
corallo per cui ha pubblicamente ringraziato l'organizzazione.
Luisa ha corso con una grinta incredibile, ribaltando una
situazione ostica con la scatola dello sterzo che l'ha fatta
penare nella prima tappa, ma chi ha gli attributi come lei teme
altro. Potete poi immaginare cosa è successo quando si è appreso
che la milanese aveva messo in riga tra gli altri anche
"Orso" Bruno Bentivogli e la sua Alfetta GTV, attardato
però da un "dritto" nella seconda tappa che gli ha
fatto perdere oltre due minuti.
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