Speciale campionati   Le vette d'Europa

 

Pioggia di titoli per l'Italia

II 2008 ha regalato al Belpaese titoli nelle più prestigiose serie continentali. Una stagione che conferma la bontà della nostra "scuola sportiva", in particolare di quella piemontese. Grace ha fatto un giro tra vincitori e vinti e ha scoperto che, poche settimane dopo la conclusione dei campionati e dei trofei internazionali, le sfide tra piloti si sono già rinnovate.

di Marco Cariati

Il Campionato Europeo Rallystorici, con le sue undici prove disputate tra Italia, Repubblica Ceca, Grecia, Belgio, Finlandia, Austria, Spagna e Francia, si è rivelato ancora una volta la serie Fia più vivace ed esaltante tra quelle riservate alle auto d'epoca. Da qui sono arrivati il maggior numero di ori argenti e bronzi. Per la precisione due titoli piloti e due titoli copiloti centrati e altri due sfiorati, oltre a sei seconde posizioni, a cinque terze piazze e ad altri risultati di rilievo. Un'altra importante soddisfazione per l'Italia delle quattro ruote arriva dalla serie continentale riservata alla velocità in salita: un titolo in una delle Categorie più partecipate. Oro che arriva al termine di tredici gare disputate fra Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. Una stagione, quella appena archiviata, che ha di nuovo confermato come la "scuola nazionale" di automobilismo sportive sia la migliore d'Europa. Tra le migliori del mondo. Gli "studenti" più diligenti anche per quest'anno sembrano essere i piemontesi.

Podio tricolore 

Ma cominciamo dalla serie rallystica. Sul podio della Categoria 1 salgono tre equipaggi portacolori della Rododendri Historic Rally. Antonio Parisi e Giussy D'Angelo si aggiudicano all'ultima prova del Campionato Europeo le classifiche driver e codriver. Il duo piemontese deve vedersela con Luisa Zumelli e Paola Valmassoi, neo campionesse italiane della specialità. Alle due va, infatti, il merito di avere emozionato, rendendo incandescente questa sfida. «Era la primo volta che gareggiavo in questa categoria - racconta Parisi a Grace -. All'inizio della stagione ero demoralizzato. Troppi problemi con la vettura. All'Alpi Orientali si è rotto il cambio e la frizione della Porsche 911, a Sanremo ci ho rimesso un altro motore. Dall'Elba in poi è andato tutto bene. A questo punto abbiamo deciso di continuare». Il suo "naviga" D'Angelo aggiunge: «"Nello" è stato un gran pilota, molto maturo e professionale. Ha tirato fuori la vecchia scuola dei rally».

Ci stiamo strette

Zumelli-Valmassoi salgono sul secondo gradino del podio, ma ci stanno strette. Un solo punto di distacco da Parisi. Brucia. «E' come quando a scuola prendi 9 e non 10 o all'università ti danno 29 al posto di 30 - riflette la Zumelli -. Ma devo riconoscere che Nello è stato molto bravo. L'Europeo non era nei nostri obiettivi, ma ad un certo punto ci siamo ritrovate prime e allora... Riconosco la "disfatta". Ma voglio dire una cosa al mio amico Parisi: maledetto Carter!». Più o meno sulla stessa linea di pensiero anche la copilota Valmassoi. «Mi congratulo con i campioni, ma a noi resta l'amarezza di non aver vinto. La fortuna non ci ha aiutate. Il Campionato lo abbiamo perso ad Udine, dove siamo uscite di strada e abbiamo gettato via una decina di minuti. Quelli che ci hanno condizionato nella posizione finale. E pensare che Luisa per affrontare la serie continentale con la Porsche 911 ha fatto mesi di palestra... Si è comportata da professionista».

In alto, Luisa Zumelli e 

Paola Valmassoi al Corallo

 

Morando family 

In terza posizione ecco Mario e Corrado Morando, anche loro su Porsche 911. Padre e figlio vivono il rallysmo come una sorta di vacanza ideale per riunire la famiglia. «Volevamo solo svagarci e disputare le gare che ci permettevano di riunire la "Morando family" - dice Corrado -. Dopo l'Elba abbiamo deciso di provare, ma con lo spirito goliardico che contraddistingue le nostre avventure. E con un'ambizione: volevamo scavalcare la Zumelli e Parisi, ma entrambi sono stati troppo bravi. Anche per noi l'Alpi Orientali non è stato fortunato, ma per colpa mia. Ho confuso il tavolino dell'intertempo per il fine prova, facendo fermare mio padre. Dopo essere sceso dalla vettura mi sono reso conto di quello che stavo facendo, sono risalito in macchina e siamo ripartiti. Avevo chiuso il quaderno delle note e abbiamo dovuto proseguire a vista. Ci siamo fumati la vittoria». Se la sono fumata per 13". «A Parisi dico: il prossimo anno vinciamo noi. Alla Zumelli: tu sei matta!». 

All'anno prossimo 

A ridosso del podio della graduatoria piloti termina Andrea Polli, navigato come sempre da Vilma Salvi sulla sua Lotus. «Sicuramente un bella stagione, ricca di colpi di scena e combattuta fino all'ultimo metro di PS disponibile - sostiene Polli -. Avrei potuto anche vincere e, nonostante riconosca grandi capacità a Parisi, lamento la modalità di assegnazione dei punteggi che mi ha penalizzato. Al via della mia classe ero quasi sempre da solo e non ho potuto mai aspirare a incassare un "bottino" pieno. Il prossimo anno cambierà il sistema e allora potremo competere

ad armi pari. E comunque sto pensando ad un cambio di vettura. Per adesso dico a Parisi: congratulazioni, te la sei meritata. E sportivamente aggiungo: l'anno prossimo fai attenzione...». Franco Gay, presidente della Rododendri Historic Rally, si è fermato in sesta posizione dietro ai francesi Maurice Dumas e Jean Pierre Diague. 

Vittoria accarezzata 

Campioni europei Categoria 2 sono Valter Christian Jensen ed Erik Pedersen, che hanno la meglio su Marco Bianchini ed Emanuele Baldaccini. Ad inizio stagione sembra una partita tra Marco Bianchini e se stesso. Invece, rally dopo rally, Jensen inizia a rosicchiare punti su punti al sammarinese. Quando il pilota della Stratos crede di avere il titolo in tasca, l'inglese glielo porta via. Più che una brutta sorpresa è una doccia fredda d'inverno. «Non si è pensato alle sfaccettature che un regolamento tanto contorto comporta- dicono all'unisono Baldaccini e Bianchini -, Udine ha data il primo colpo e la Spagna l'altro, la nostra assenza ad Ypres ha contribuito in modo determinante a questa sconfitta. Va anche detto però, per amor del vero, che Pedersen è stato bravissimo per tutta la stagione. In particolare al Var è stato straordinario. I due inglesi hanno dato il 110 per cento, noi il 109». Evviva la sportività.

A volte capita 

A tenere alti i nostri colon nella serie continentale anche Flavio Furlan e Beppe Borgo. I due terminano rispettivamente al quarto e al quinto nella Categoria 2, accusando un discrete distacco. Furlan è ironico, come è giusto che sia a partita conclusa, ma realmente insoddisfatto. E non ne fa assolutamente mistero. «Poteva andare sicuramente meglio - racconta a Grace -. Normale che ognuno di noi corra sempre per vincere, anche quando ciò è oggettivamente impossibile. Ma nel nostro caso sarebbe potuta andare decisamente meglio. Peccato che la "dea bendata" abbia deciso di guardare altrove girandoci le spalle. In Finlandia e in Spagna siamo usciti, ad esempio, e potrei fare un lungo elenco di sventure. Ma non amo piangermi addosso. Quindi ammetto che sarei dovuto andare al Var per migliorare la posizione di classifica. Ma ero troppo amareggiato per come era andata a finire». 

Un'altra tripletta 

Il 2008 riserva all'Italia delle quattro ruote un'altra tripletta tricolore. Quella della Categoria 3. Vincono le due classifiche Graziano Muccioli e Adriano Celli, che regalano grande spettacolo lungo le speciali della serie. «All'inizio ci siamo detti: intanto partiamo, l'appetito vien mangiando. Dopo Sanremo avevamo le idee chiare: puntare al titolo. Un obiettivo difficile, ma alla nostra portata. Paolo e Sandro della Retro Corse ci hanno molto aiutato. Ho saltato la Grecia e Ypres. Ma in Finlandia sono andato. Non si può saltare quel rally. Il Costa Brava è stato bellissimo, motto combattuto con il "Braz" (Brazzoli, ndr). Anche se Enrico mi ha sempre dato filo da torcere. Ma per fortuna tutto è andato come doveva andare». In piazza d'onore sale appunto Enrico Brazzoli e a completare il podio ci pensa Roberto Bigoni, come sempre in compagnia di Stefano Bailoni. Quest'ultimo è secondo della graduatoria copiloti grazie al fatto che il "Braz" non ha avuto sempre alle note Walter Rapetti.

 

 

                 pag. 78-85

Articolo apparso sulla rivista GRACE n° 1 gennaio 2009 

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