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TRA
I DUE litiganti...
Aghini e Grossi erano i naturali favoriti della vigilia,
ma a vincere è stato Paolo Ciuffi su Subaru Impreza WRX. Al via
tante bellissime auto rappresentative dei tempi d'oro dei
rally e piloti del calibro di Biasion, Alen, Nannini, Ormezzano
Sulla scia dei successi del RallyLegend, gli stessi organizzatori
hanno deciso di puntare sugli sterrati senesi che un tempo
ospitavano il Sanremo mondiale per dar vita a una nuova sfida
aperta alle auto storiche da rally e a piloti di ieri e di oggi,
celebrità ma non solo. Tra i driver più acclamati dal folto
pubblico Andrea Aghini, al via su una Lancia Delta HF Integrale
16v del 1991, e Federico Ormezzano, tornato per l'occasione sulla
sua Talbot Lotus Gruppo 2 del 1981, condivisa con Betty Tognana e
coartefice di tanti traversi sulle strade attorno a Montalcino. Ma
lo spettacolo al Tuscan lo hanno fornito anche gli apripista, dai
nomi illustri: Miki Biasion, Alessandro Nannini e Markku Alen.
Biasion ha dato spettacolo già venerdì nello shake-down (si veda
il box con il nostro co-driving test) sulla Lancia Rally 037
ancora in livrea Totip allestita da Beppe Volta e prestata dal
pilota-preparatore torinese al due volte campione del mondo, al
punto da consumare gli pneumatici posteriori da terra della
berlinetta torinese, complice un assetto un po' troppo da asfalto. Biasion si
è poi trasferito al posto guida della Opel
Kadett GTE Gruppo 1 del suo concittadino Corrado Sulsente, un
appassionato che ha riacquistato lo stesso esemplare della coupé tedesca portata in gara dal pilota bassanese all'inizio della sua
splendida carriera rallistica, mentre Volta trovava quattro
pneumatici terra per prendere il via della gara tra le Legend
Stars. La gara di Volta purtroppo terminava a inizio P.S. 1, per
uno sfortunato "lungo" fatale al radiatore dell'olio
della 037 che Biasion nel 1985 portò al duplice successo nel
Campionato Italiano e in quello Europeo, mentre non aveva esito il
gesto cavalleresco di Biasion, che avrebbe ceduto il volante della
"sua" Kadett GTE a Sulsente. Con molta comprensione il
collezionista veneto spiegava: "Se avessero visto l'auto
procedere con il passo turistico del proprietario anziché con l'incedere di Biasion si sarebbero fatti una cattiva opinione del
loro idolo!". Per un Alessandro Nannini in gran spolvero su
una Delta HF Integrale della Finnicorse, ecco un Markku Alen
particolarmente sfortunato con la Toyota Celica 4WD (ST 185) ex
ufficiale Safari (dotata anche della ruota di scorta esterna,
peculiare delle vetture partecipanti alla maratona africana)
messagli a disposizione dal collezionista e pilota veneto Franco
Corradin. Il cedimento del motore della vettura giapponese nella
P.S.1 ha appiedato il simpatico finlandese cui è stata offerta
dall'imprenditore vicentino un'altra vettura per la seconda tappa.
Con grande signorilità Alen ha declinato l'invito, che avrebbe
comportato un lungo viaggio notturno per trasportare la nuova
vettura: i due saranno al via del RallyLegend, stavolta per
cogliere il successo assoluto. Tra le altre auto di altissimo
livello ricordiamo ancora la Fiat Abarth 131 Rally di Valli-Ceci,
un esemplare ex-ufficiale in livrea 1980, la Lancia Delta S4 nei
colori Martini Racing del 1986 utilizzata come vettura apripista
da Federico Buratti e la Lancia Delta 4WD Gruppo N ex-Jolly Club
Totip, ex Alex Fiorio, del collezionista toscano Fedolfi. Ben
presto la lotta al vertice nel Tuscan Rewind si restringeva alle
tre vetture di scaduta omologazione più performanti: la "Deltona"
di "Pucci" Grossi, la Subaru Impreza WRX gr.A di Paolo
Ciuffi e la Delta HF 16v di Aghini. Grossi aveva la soddisfazione
di imporsi in due P.S. prima del ritiro per il cedimento del
differenziale posteriore, Aghini soffriva di problemi al motore
nella prima tappa e alla trasmissione nella seconda, arrivando al
termine con molta fatica, ma al secondo posto assoluto dietro a
Ciuffi, che con la vettura più efficace (anche se di minor valore
storico) otteneva il successo finale con 58"8 di vantaggio.
L'ultimo gradino del podio era appannaggio di Renzetti-Micheletti
su Ford Escort WRC del 1994. Se per la classifica un vincitore
doveva esserci, in realtà a vincere a Montalcino è stato lo sport
e lo spettacolo: belle auto, gran piloti, controsterzi da manuale
lungo tutto il percorso e tanta voglia di amicizia e divertimento,
come ha constatato di persona anche l'ex campione del mondo di
Gruppo N Gustavo Trelles, trovatosi più o meno casualmente in
Italia nei giorni della manifestazione e precipitatosi a
Montalcino per assaporare sapori, gusti (ogni riferimento al
locale Brunello è del tutto... voluto) e sensazioni d'altri tempi
e per ritrovare vecchi amici e rivali. Contagio immediato per l'uruguaiano ora atteso al via del prossimo RallyLegend,
appuntamento al quale si sono augurati di ritrovarsi tutti i
protagonisti di questa riuscita e memorabile edizione del Tuscan
Rally.
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